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La natura in questi milioni e milioni di anni si è destreggiata a meraviglia per sopravvivere, adattandosi costantemente alle nuove esigenze che l’ambiente presentava. Questi processi di adattamento che noi chiamiamo “malattie” non sono quindi per nulla “maligni” o “devianti”. Anche se spesso sono legati a forti disagi, hanno lo scopo di permetterci di superare al meglio quegli eventi inaspettati che ci troviamo ad affrontare nella vita. È proprio grazie al primo programma speciale, la DHS stessa, che attivando il sistema vegetativo, ci permette di essere istantaneamente pronti a contrattaccare o scappare.

Solo se restiamo fermi, congelati nel nostro conflitto, accumuleremo sufficiente “massa conflittuale” per avere dei sintomi abbastanza importanti da essere percepiti e/o diagnosticati. Quello che crea disagio o che può portare anche alla morte, non è il programma SBS in sé ma il fatto di mantenere il conflitto troppo a lungo oppure se facciamo continue ricidive. 

I vari programmi SBS sono specifici alla diversa percezione (sentito) suscitati dagli eventi vissuti. Ogni programma SBS modifica la funzione e la struttura del tessuto specifico, per fornire la risposta più "adeguata" e far fronte, biologicamente, alla nuova situazione.

Inoltre, se abbiamo contemporaneamente troppi conflitti attivi, la natura prevede degli adattamenti comportamentali per la nostra sopravvivenza in un ambiente impossibile: le cosiddette “psicosi” o “costellazioni schizofreniche”.


La “terapia della natura” ci offre perciò la possibilità di sopravvivere, a condizione di essere capaci o disposti a reagire in un tempo utile. Anche la morte, benché ci spaventi e ci rattristi, è assolutamente sensata: se non sono in grado di evolvere e adattarmi alle nuove condizioni, devo lasciare il posto a quelli che ci riescono.
Di conseguenza anche la nostra “terapia aggiuntiva”, potrà essere solamente un sostegno rispettoso a questa sinfonia di processi biologici e sensati, che si svolgono costantemente nel nostro organismo.
 
Quando abbiamo dei sintomi troppo importanti e insopportabili per la persona coinvolta, l'intervento dovrà comprendere principalmente: 
  1. Riduzione dei sintomi pericolosi (compressioni di vasi, edemi eccessivi, blocchi cardiaci o respiratori, ecc.) o sintomi che ci procurano un disagio insopportabile (ritenzione idrica, dolore, inappetenza, astenia, ecc.). Ribadiamo che i maggiori sintomi che richiedono un intervento urgente, li troviamo quasi esclusivamente nella fase di riparazione. Prima di tutto, in questi casi, occorre quindi un effettivo intervento sintomatico tramite rimedi, farmaci o interventi clinici che realmente siano in grado di ridurre l’eccessivo pericolo o disagio. L'intervento per stabilizzare una situazione d’urgenza, necessita di regola dell’aiuto di un medico o di un professionista della salute preparato, e che conosca a fondo le 5 Leggi Biologiche, che si limiti il più possibile all’intervento sintomatico, perché altrimenti il rischio è proprio quello di continuare a veicolare il vecchio concetto di malattia e della paura conseguente, del “brutto male”, che devo debellare. 
  2. Permettere alla persona di ritrovare la propria tranquillità (soluzione del “conflitto del profugo”). La tranquillità ad es. di sapere che la mia spalla dolorante non è affetta da “poliartrite reumatoide” ma semplicemente che mi fa male perché finalmente, dopo un periodo di litigi, ho potuto riabbracciare mio marito. Questo riduce drasticamente il rischio di ritenzione idrica e produce di conseguenza una rapida e naturale riduzione del dolore.
  3. Evitare le ricadute conflittuali (essere quindi disposti a comprendere il messaggio del corpo e modificare certe nostre abitudini che ci hanno portato a picchiare la testa contro lo stipite invece di passare dalla porta). Occorre inoltre, con il sostegno di un medico che conosce le 5 Leggi Biologiche, evitare possibilmente nuovi conflitti iatrogeni (nuove DHS che possono insorgere ad es in seguito a diagnosi infauste). Se necessito di controlli o di interventi chirurgici, potendoli eseguire nella tranquillità e sapendo cosa sta succedendo, eviterò di attivare nuovi conflitti.
 Ritrovando il nostro “buonsenso biologico” saremo di nuovo pronti a vivere
in accordo e nel rispetto assoluto della nostra persona, o come direbbe il dr. Hamer:
“Queste conoscenze ci rendono liberi!”.